archi

Cerca


Opere esposte

Area Riservata

Richiesta account

Lucca Musei

ITA | ENG

galleria

Acquisizioni

Stampa questa pagina

Valorizzare il patrimonio dei Musei Nazionali significa anche recuperare opere nate a Lucca o commissionate per Lucca, allo scopo di ricostituire nuclei smembrati, ricollocare nelle sedi originali oggetti d’arte, incrementare il corpus di autori locali. Oltre all’acquisto operato sul mercato antiquario o presso collezionisti privati ricorrendo agli appositi finanziamenti ministeriali, le acquisizioni sono incrementate anche grazie alle donazioni dirette di artisti viventi o di loro eredi.

2007

MARIO NUZZI detto "MARIO DEI FIORI" (Roma 1603 – 1676)
1) "Fiori in vaso di ceramica decorata", olio su tela, cm 98,5x74
2) "Fiori in un vaso metallico manicato decorato a sbalzo", olio su tela, cm 98,5x74

 

Proposta per l’acquisto alla Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara dall’antiquario Ulisse Bocchi, via Bixio 25,Casalmaggiore (CR), la coppia di tele è stata acquistata dal Ministero per i beni e le attività culturali.
Sono attualmente esposti nel Museo nazionale di Palazzo Mansi.

Entrambi i dipinti hanno una cornice in legno intagliato e decorato con lacca bianca e oro di manifattura lucchese del XVIII secolo. Facevano parte di una serie di undici realizzati da Mario dei Fiori per la nobile famiglia Mansi di Lucca. L’importanza straordinaria di questa identificazione ha consentito di incrementare l’esiguo catalogo del Nuzzi e, nel contempo, un così rilevante incarico commissionato a un pittore quotato in vita alla pari dei grandi figurativi testimonia la potenza economica del casato, all’epoca forse il più facoltoso del territorio lucchese.
La collezione, ricchissima e assai significativa per la confluenza di opere nordiche raccolte da Gaspare che commerciava con le Fiandre e di prestigiosi dipinti selezionati in Italia, purtroppo è stata in massima parte dispersa a seguito di disgraziate vicende che nei secoli l’hanno progressivamente smembrata. Del nucleo originario di dipinti eseguiti da Mario dei Fiori per i Mansi, distribuiti oggi in diverse collezioni private, i quattro in possesso dell’antiquario Bocchi (due dei quali sono quelli acquistati) portano gli stessi numeri impressi a fuoco sul legno e quelli dipinti sulle tele, così come identiche appaiono le cornici del XVIII secolo in lacca bianca e oro, a conferma di un’origine comune rintracciabile con precisione nella collezione Mansi. Ottimo lo stato di conservazione della coppia di dipinti.

GASPARE LANDI (Piacenza 1754- Roma 1830)
Ritratto di Teresa Bandettini in Arcadia Amarilli Etrusca, come Musa in un paesaggio ideale, olio su tela, cm 136x98
Proposto per l’acquisto alla Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara dall’antiquario Francesca Antonacci, via Margutta 10, Roma, il dipinto è stato acquistata dal Ministero per i beni e le attività culturali.
È attualmente esposta nel Museo nazionale di Palazzo Mansi.

Il dipinto è attribuito da Fernando Mazzocca al piacentino Gaspare Landi artista che a Roma si affermò come uno dei protagonisti della pittura neoclassica. Gli esiti delle sue ricerche e gli approfondimenti sull’uso del colore presso i maestri veneti, imposero ben presto il Landi come uno dei massimi coloristi viventi e l’affinità dei temi avvicinarono la sua pittura alla scultura dell’amico Canova, un modello che il Landi si era prefisso di emulare consapevolmente non solo per espressione sentimentale ma anche per naturalezza.
La tela, in ottimo stato di conservazione, raffigura la poetessa e scrittrice Teresa Bandettini (Lucca 1763-1837), che fu una delle più celebri figure letterarie femminili del tempo. Avviata inizialmente alla carriera di danzatrice, durante i suoi viaggi nell’Italia settentrionale acquisì fama di ballerina letterata, fino a quando, dietro esortazione del marito, dal 1789 cominciò a esibirsi in pubblico come poetessa improvvisatrice. Tenne le sue accademie di improvvisazione in numerose città, entrando in contatto con i maggiori scrittori del tempo, da Pindemonte a Monti, da Parini ad Alfieri, a Bettinelli, che gli fu maestro e amico. Nel 1794 approdò a Roma dove riscosse un immediato successo, venendo accolta in Arcadia col nome di Amarilli Etrusca. Il considerevole valore di testimonianza del dipinto ha motivato ampiamente l’acquisizione: si tratta di un documento prezioso per Lucca da collocare nelle nuove sale del Museo Nazionale di Palazzo Mansi dedicate all’Otto-Novecento, accanto al busto in marmo della poetessa raffigurata nei suoi anni più tardi.

PITTORE LUCCHESE (?) DEL XVII SECOLO
La Cappella Barsotti della chiesa di Sant’Agostino a Lucca, eseguito tra1657-1662, olio su tela, cm 73x43
Proposto per l’acquisto alla Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara dal Sig. Vincenzo Tani di Lucca, il dipinto è stato acquistato dal Ministero per i beni e le attività culturali.
È attualmente esposto nel Museo nazionale di Palazzo Mansi

Il dipinto, di eccezionale interesse documentario, dà conto dell’aspetto della cappella di patronato della famiglia Barsotti poco dopo la metà del Seicento. La cappella, posta a sinistra dell’altare maggiore nella chiesa di Sant’Agostino di Lucca, era stata affrescata dal pistoiese Giacinto Gemignani (1611-1681) al pari di quella dedicata alla Madonna del Sasso tenuta dalla famiglia Boccella. Soggetto di quella Barsotti, intitolata al Crocifisso, sono due episodi della Passione di Cristo, la Flagellazione e l’Andata al Calvario. L’apparato ornamentale comprende, al di sopra e al di sotto delle due scene, la raffigurazione allegorica delle Virtù cardinali e teologali, condotte a grisaille in guisa di statue, mentre nelle vele della volta compaiono angeli sorreggenti simboli e strumenti della Passione.
Oltre che per la puntuale restituzione dell’assetto ornamentale della cappella, il dipinto si rivela di notevole interesse documentario in quanto testimone di una serie di elementi decorativi oggi non più esistenti. Tra questi l’iscrizione il cui testo, allusivo alla nomina di Giovan Battista Barsotti (Lucca 1603-Praga 1664) a vescovo di Cipro, avvenuta nel 1662, consente di circoscrivere l’esecuzione della tela ad un momento compreso tra il 1657 e il 1662. Della tela, per la quale al momento non sembrano esserci testimonianze documentarie, resta ancora anonimo l’autore, non identificabile col Gemignani,. Il dipinto unico nel suo genere a Lucca è da intendersi non come un bozzetto approntato in vista dell’intervento del pittore pistoiese ma come immagine ‘fotografica’ di come, dopo tale intervento, si presentava la cappella gentilizia.

Torna indietro

privacy policy

Piazza della Magione (ex Manifattura Tabacchi)
55100 Lucca (LU)
Tel: 0583.416541
Fax: 0583.416565
sbapsae-lu@beniculturali.it
http://www.sbappsae-lu.beniculturali.it